Il quadro economico e l’andamento del traffico

Il 2009 è stato un anno di eccezionale complessità e di grandi sfide per il Gruppo Autogrill.

La crisi finanziaria iniziata nel 2007 si è trasformata, a partire dalla seconda metà del 2008 e per tutto il 2009, in una contrazione del Prodotto Interno Lordo mondiale e del commercio internazionale che non ha precedenti nella storia dell’economia mondiale a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

L’ampiezza e la pervasività della crisi, che ha causato un aumento della disoccupazione a oltre l’8% nei Paesi dell’area OCSE e superiore al 9% sia negli Stati  Uniti sia nell’Area Euro1, ha profondamente intaccato la fiducia e ridotto la propensione alla spesa dei consumatori, in una spirale negativa che per molti mesi non ha dato segnali di inversione di tendenza.

Il PIL mondiale ha infatti registrato una contrazione superiore al 6% (su base annua) nel 4° trimestre 2008 e nel 1° trimestre 20092. Nei mesi successivi la flessione è stata in parte riassorbita, soprattutto grazie alla ripresa di attività nei Paesi di più recente industrializzazione, ma nel complesso il 2009 si chiude con una flessione del PIL mondiale reale dello 0,8%3 .

Le economie dei Paesi più industrializzati hanno sofferto maggiormente della caduta di attività, con un calo complessivo del 3,2% su base annua4. All’interno del raggruppamento, si stima che gli Stati Uniti abbiano registrato nel 2009 un calo del 2,4%, mentre l’Area Euro è stimata in calo del 3,9%, il Regno Unito del 4,8% e il Giappone del 5,3%.

A partire dalla seconda metà del 2008, il commercio internazionale ha registrato un calo ancor più marcato del PIL: dopo aver chiuso il 2008 con un tasso di crescita ancora positivo, grazie esclusivamente alla tenuta dei Paesi emergenti, per la prima volta dopo molti anni di ininterrotta crescita il commercio internazionale ha registrato nel 2009 una contrazione pari al 12% circa, che vede Paesi industrializzati ed emergenti contribuire in modo simile al regresso5.

Il clima recessivo e il calo degli scambi internazionali hanno creato uno scenario molto negativo nel 2009 per tutte le attività legate al trasporto di persone e beni, nonostante il prezzo medio del petrolio sia calato nel 2009 del 36% rispetto ai prezzi medi del 20086.

In particolare ha sofferto l’industria del trasporto aereo, che ha fatto registrare globalmente uno dei suoi peggiori anni di sempre, con un declino del traffico aereo mondiale del 2,6%7 .

Le compagnie aeree hanno reagito riducendo drasticamente il numero dei voli operati: nei primi 11 mesi 2009, le principali compagnie aeree di bandiera europee hanno ridotto la capacità offerta dal –1,6% di Lufthansa al –5,9% di Iberia. Il calo è stato anche più sensibile per le compagnie USA, che sono andate dal –5,6% di Continental al –7,7% di Delta Air8.

Il traffico autostradale ha mostrato una maggiore tenuta, nonostante abbia anch’esso risentito della recessione specialmente nella componente legata al trasporto di merci. Così in Italia, il maggior mercato autostradale del Gruppo, il traffico ha registrato una flessione complessiva dell’1,1%9, con un calo dell’8,3%9 dei veicoli pesanti.

1 Fonte: OCSE, Economic Outlook n. 86, 19 novembre 2009
2 Fonte: IMF, Annual Report 2009, pagina 17
3 Fonte: IMF, World Economic Outlook, Update 26 gennaio 2010
4 Fonte: IMF, Idem
5 Fonte: IMF, Idem
6 Fonte: IMF, World Economic Outlook, Update 26 gennaio 2010
7 Fonte: Airport Council International, febbraio 2010
8 Fonte: Centre for Asia Pacific Aviation, Idem
9 Fonte: Aiscat, novembre 2009